LUOGHI INSOLITI DI TORINO – BELLEZZE NASCOSTE

LUOGHI INSOLITI DI TORINO – BELLEZZE NASCOSTE

TORINO É ORMAI SOTTO GLI OCCHI DI MILIONI DI TURISTI, MA CI SONO ATTRAZIONI E LUOGHI NASCOSTI MERAVIGLIOSI, CHE SPESSO ANCHE GLI STESSI TORINESI NON CONOSCONO

Non mi stancherò mai di dirlo, per me Torino è una delle città più belle d’Italia! Sono ormai cinque anni (di già?!?) che faccio su e giù per motivi di studio e che appena ho un po’ di tempo libero mi perdo tra le sue vie, ma ogni volta mi sento una turista alle prime armi con una città che va osservata con attenzione e che non smetterà mai di stupirmi e di incantarmi. 

Un po’ perché la amo, un po’ perché nel 2017 è stata dichiarata da eDream la capitale del turismo europeo, ho deciso di scrivere questo post sia per chi pensa di conoscerla ormai bene (ma non così bene) e sia per quei turisti che amano andare alla scoperta delle bellezze nascoste. Sì perché Torino di attrazioni famose ne ha davvero tante, ma altrettanti sono i posti inusuali che sono poco conosciuti anche dai torinesi stessi. In questo post vi svelo alcune dei luoghi insoliti di Torino che vale la pena vedere 😉 

  • ONDE FLUTTUANTI 

Nel 2001, sulla facciata di un palazzo vicino a Piazza Castello, venne installata l’opera dell’artista newyorkese Nancy Dwyer, la quale ha voluto che la parola “più”, scritta in cinque lingue diverse (più more mehr mas plus), facesse riflettere sul desiderio mai sazio dell’essere umano. Per godere appieno dell’opera, bisogna approfittare di una giornata soleggiata, quando i raggi luminosi fanno da proiettore alle scritte che si riflettono sui muri dell’edificio. 

DOVE: piazzetta Andrea Viglongo/via Stampatori

  • PORTONE DEL DIAVOLO

Torino è da sempre considerata una città legata a culti magici ed esoterici, tanto da essere stata collocata al vertice dei due triangoli della magia nera e della magia bianca. Si possono trovare davvero tante attrazioni protagoniste di strane leggende e, tra queste, troviamo quella che ruota intorno al Portone del Diavolo, risalente al 1675. Tanti i veli di mistero che ricoprono quest’opera, adornata di frutta, fiori, amorini, animali e di un diavolo posto centralmente. Secondo la leggenda più famosa, il portone comparve dal nulla nella stessa notte in cui un apprendista stregone invocò le forze oscure e Satana. Scocciato dall’invocazione, lo stesso Diavolo decise di punire lo stregone imprigionandolo dietro al portone. 

DOVE: Via XX Settembre, 40, nell’attuale sede della Banca Nazionale del Lavoro

  • CASA FENOGLIO-LAFLEUR

Splendido esempio di stile liberty, la Casa Fenoglio-Lafleur è uno degli edifici più affascinanti di Torino. Progettato nel 1902 dall’ingegnere Pietro Fenoglio con l’intenzione di creare il proprio studio personale, la casa venne successivamente venduta all’imprenditore francese La Fleur. L’edificio venne poi abbandonato ed acquistato da privati. Ad oggi ospita al suo interno abitazioni private e studi professionali, ed è possibile ammirarlo solo esternamente.  

DOVE: Via Principi d’Acaja, 11, all’incrocio con Corso Francia

 

  • BORGO CAMPIDOGLIO

Ex quartiere operaio, Borgo Campidoglio è stata una vera e propria rivelazione (qui trovate un post più approfondito). Situato al di fuori delle trafficate strade torinesi, il Borgo ha le sembianze di un vero e proprio paesino d’altri tempi dalle strette e silenziose viuzze. A dare un valore aggiunto al quartiere ci ha pensato il Mau, il primo museo italiano di arte contemporanea a cielo aperto in un centro urbano. Tante le opere di artisti locali e non, che arricchiscono di colore, spensieratezza e riflessione il Borgo.

 

  • VILAGGIO LEUMANN

Lontano dalla frenesia cittadina, alle porte di Torino, si trova il Villaggio Leumann, un quartiere operaio dell’800 in cui edilizia industriale ed arte si sposano alla perfezione. Mettere piede in questo villaggio in stile liberty è come essere catapultati all’interno di un set cinematografico. Nel 1875, l’imprenditore svizzero Leumann acquistò 60.000 mq di terreno per realizzare una fabbrica di cotone e un vero e proprio villaggio costruito ad hoc per i suoi operai, i quali disponevano di una propria casa con giardino in comune, di una chiesa, di una scuola, di un ufficio postale, e di tutto ciò che potesse rendere dignitosa la loro esistenza. Ad oggi, sono quasi un centinaio le persone che abitano all’interno di questo borgo senza tempo. 

DOVE: Collegno – Corso Francia, 347

  • THE NUMBER 6

A pochi passi dal cuore pulsante della città, si trova quella che è stata definita da ArchDaily la casa più bella del mondo, nella categoria restauro. The number 6 rappresenta la perfetta riuscita di una ristrutturazione di un edificio risalente al 1600. Barocco e modernità si incontrano e si fondono abilmente in questo palazzo di 6500 mq che ospita 36 appartamenti con garage, un centro benessere, una palestra, una sauna e, nel cortile centrale, un’opera luminosa dell’artista Richi Ferrero. Inutile dire che qui ci abitano solo proprietari d’eccezione 😉 

DOVE: Via Alfieri, 10

  • FETTA DI POLENTA

Si chiama Casa Scaccabarozzi, ma tutti la conoscono come la Fetta di Polenta, sia per via del colore del tipico piatto dell’Italia settentrionale, sia per la sua particolare planimetria. Arrivando a misurare 54 cm nella parte opposta a Corso San Maurizio, è l’edificio più stretto di Torino. Venne realizzato nel 1840 da Alessandro Antonelli, il quale racconta di averlo progettato per scommessa. Inizialmente, nessuno voleva saperne di fare di questa casa la propria dimora, ma Antonelli ha senz’altro vinto, contro ogni prognostico, la sua sfida. L’edificio, infatti, è resistito persino al terremoto del 1887 e ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale!

DOVE: Via Giulia di Barolo, 9

  • PORTONE DEL MELOGRANO

Il Portone del Melograno è un’altra delle tante realizzazioni torinesi influenzate dallo stile liberty. Ideato anch’esso da Fenoglio, il Portone è stato realizzato in ferro battuto e, al suo interno, sono scolpiti due splendidi alberi di melograno. L’opera è situata all’entrata di un palazzo che, per le sue maioliche colorate e per il ferro che sorregge i balconi, ricorda alcune case spagnole.

DOVE: Via Argentero, 4

  • PALAZZO COL PIERCING

Al quarto piano di un palazzo del ‘700, l’architetto Corrado Levi ideò, nel 1996, Baci Urbani, un enorme piercing ai cui lati sgorga del sangue blu da un lato e rosso dall’altro. Si tratta di un’opera di arte moderna realizzata in collaborazione con il gruppo di artisti ed architetti Cliostraat. Inizialmente doveva essere un’istallazione temporanea, ma ancora oggi la si può ammirare in una delle piazze più centrali della città.

DOVE: piazzetta Corpus Domini / via Palazzo di Città 19

  • CONDOMINIO 25 VERDE

Progettato dall’architetto Luciano Pia, è il primo edificio-foresta a sorgere nel cuore di una città così frenetica come Torino. Il Condominio 25 verde, con i suoi 4000 mq di terrazzi e tetti verdi, e con oltre 200 alberi e arbusti, regala una ventata di ossigeno a una città che si trova in cima alle classifiche per le enormi quantità di inquinamento atmosferico. Gli alberi del condominio, oltre ad abbattere le polveri sottili, attenuano anche i rumori circostanti ed evitano forti sbalzi climatici. Una vera e propria oasi naturale nel cuore della metropoli torinese.