BORGO CAMPIDOGLIO – A caccia di street art nel paese in città

BORGO CAMPIDOGLIO – A caccia di street art nel paese in città

Ci sono angoli di città nei quali il tempo sembra essersi fermato… 

Borgo Campidoglio, ex quartiere operaio di fine Ottocento, ha mantenuto le caratteristiche di un paese in città che rischiava di venire soffocato dall’agglomerazione urbana. Caseggiati bassi, botteghe artigiane, osterie, vie dalla struttura reticolare e forte senso di appartenenza al territorio. Basterebbe già solo questo per perdersi tra le silenziose viuzze del Borgo e per assaporare un’atmosfera d’altri tempi.

A dare un valore aggiunto al quartiere ci ha pensato il Mau, il primo museo italiano di arte contemporanea a cielo aperto in un centro urbano. Dal 1995, grazie alla collaborazione con gli abitanti del quartiere e al coinvolgimento di più di 70 artisti locali e non, il Borgo è stato arricchito con più di 140 opere ammirabili sulle facciate esterne delle case. 

Prima ancora di addentrarsi all’interno del Borgo, accanto alla Chiesa di Sant’Alfonso dè Lguori, l’attenzione viene subito catturata dalla raffigurazione di un bambino che, intento a giocare a pallone, viene come sorpreso da un accecante bagliore poco distante. 

Artista: Scarano Gianluca

La vera esplorazione inizia addentrandosi in una delle viuzze caratteristiche del Borgo, via Rocciamelone, con una mappa che ci guida alla scoperta dei principali murales. Le premesse sono buone, we need more love

…Iniziamo!

La regola fondamentale qui è di volgere lo sguardo sempre verso l’alto, percorrendo tutte le viuzze da cima a fondo per non perdersi nemmeno un murales. Sono numerose le raffigurazioni di volti umani, così come di animali. A tal proposito, caratteristico è il lavoro di Sergio Ragalzi, alla scoperta dell’inconscio umano rappresentato da un brulicare di mosche. Di grande impatto visivo è sicuramente anche l’opera di Alessandro Rivoir che, attraverso colori accessi, raffigura un pavone immerso tra stelle e pianeti (Via Locana). 

Ci sono poi le raffigurazioni umane, e tra queste spicca, in Via Rivara, quello di una donna che si copre il volto con le mani e i cui occhi sorridenti riflettono l’azzurro intenso del cielo e la silhouette dei palazzi. O ancora, una facciata tutta bianca che fa da cornice a una giovane coppia che si bacia con passione. Bellissima, poi, la rappresentazione di Walter Grassi de “La vita nel Borgo“, uscita dalla pellicola di un film.

 

Tutti i volti e le altre figure dipinte sono ormai diventate parte integrante delle abitazioni del Borgo, come nel caso del domicilio in Via Locana 19, in cui una splendida rosa rossa, simbolo dell’amore pagano, cattura tutta l’attenzione su di sé. Lo ammetto, questa è una delle rappresentazioni che più ho preferito durante la mia passeggiata alla scoperta delle opere del MAU. É vero, si tratta di una banale rosa, ma sono stata a lungo a fantasticare sulla bellezza dell’avere una casa tutta mia con un valore aggiunto dato dal tocco personale di un artista. 

Da non perdere, poi, le panchine d’autore in Piazza Moncenisio che diventano delle vere e proprie pagine d’arte illustrative per rendere omaggio ai grandi nomi della pittura, tra i quali Warhol, Picasso, Pollok, Mondrian e Mirò.

Sicuramente ho perso qualche splendido disegno perché, nonostante le piccole dimensioni del Borgo, le opere si nascondo in ogni angolo e solo un occhio molto attento riesce a scoprirle tutte. Fortunatamente, il Mau organizza periodicamente delle visite guidate e numerosi eventi per immergersi a fondo in questo villaggio dentro la città.

Torino non finisce mai di stupirmi! 

MAPPA STREET ART

Il Borgo è facilmente raggiungibile con il tram numero 9 – Fermata 3012, Osp. Maria Vittoria